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Psicodramma

COS’E’ LO PSICODRAMMA
Lo Psicodramma (“Psiche in azione”), si può definire come la metodologia che esplora i vissuti dell’anima mediante tecniche di rappresentazione scenica.
Consiste nel ricreare situazioni non risolte (conflittuali) in un ambito gruppale più libero, protetto e flessibile, con l’obiettivo di risolvere/dissolvere conflitti e problemi emotivi attraverso la rappresentazione di un “teatro della vita”.

L’origine, lo sviluppo ed il significato dello psicodramma sono strettamente correlati alla biografia stessa dello psichiatra J. L. Moreno, fondatore dello psicodramma, della sociometria e della psicoterapia di gruppo. Tecniche, queste, nate sotto la spinta della volontà di andar oltre la psicoanalisi: non più l’individuo, ma il gruppo; non più la parola, ma l’azione. 
Nel fecondo clima filosofico e psicologico che caratterizzava le vicende della Vienna dei primi del Novecento, Moreno impiantò le fondamenta della sua “cattedrale teatrale”, tendente alla liberazione della naturale spontaneità e creatività dell’uomo, caratteristiche intrinseche in ogni individuo.
Il Teatro della Spontaneità di Moreno, formatosi in quegli anni ed in quel clima culturale, si andò precisando negli anni del dopoguerra, fino ad assumere la forma psicodrammatica oggi conosciuta in tutto il mondo, e tuttora condotta dalla moglie Zerka Toeman Moreno.

Lo psicodramma considera l’uomo in quanto costituito ed integrato da un insieme di ruoli attuali e potenziali che egli crea e sviluppa. La spontaneità permette all’uomo di rispondere adeguatamente ed in modo non stereotipato alle situazioni che deve via via affrontare, siano queste nuove o già note.
Gli elementi fondamentali dello psicodramma sono: 
· la rappresentazione scenica, in cui il protagonista dialoga con sé stesso e con il gruppo nel “qui ed ora”, sotto la guida di un direttore che lo accompagna nella ricerca delle situazioni più significative del problema;
· la centralità del protagonista rispetto al gruppo, il quale altresì, partecipando attivamente in qualità di “io ausiliari”, trae a sua volta benefìci di crescita;
· la prevalenza dei rapporti di “tele” (trasmissione affettiva reciproca del gruppo) piuttosto che di “transfert”.

I ruoli attuati nello scenario sono la ripetizione di quelli svolti nella vita, ma, nella misura in cui si sviluppano, si vanno ricreando in tre livelli: immaginario, affettivo e simbolico. Di conseguenza si riscrivono con caratteristiche differenziate, aumentando le possibilità di espressione creativa e spontanea, facilitando la vincolarità. Il Direttore di Psicodramma, che guida ed accompagna l’intero processo, agisce come catalizzatore (in un tempo-spazio delimitato) che permette e facilita l’espressione della creatività del protagonista.
“Un incontro di due: occhi negli occhi, viso a viso.
E quando sarai vicino, scambierò i tuoi occhi con i miei
ed io scambierò i miei coi tuoi,
cosicché io ti guarderò con i tuoi occhi
e tu mi vedrai coi miei”. (J.L.Moreno)

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Psicodramma clinico

Psicodramma nell’acqua

Psicodramma “a più voci” 

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- Psicodramma clinico:
conduzione di sessioni terapeutiche psicodrammatiche, con cadenza settimanale, a favore di individui o gruppi che intendono sviluppare un percorso di crescita, in risposta a bisogni individuali.
consulenza e supervisione per:
- gruppi di operatori sociali 
- gruppi di formazione
- gruppi professionali


- Psicodramma nell’acqua

“PANTA REI”. PSICODRAMMA NELL’ACQUA.
L’acqua: è dentro di noi e ovunque intorno a noi. E’ l’elemento essenziale della vita. E’ il “brodo primordiale”, da cui è nata la vita. E’ il liquido amniotico, da cui nasce la vita. E’ il simbolo della madre, in ogni luogo e in ogni tempo. 
L’acqua che avvolge, cura, disseta, trasporta; che unisce terre e civiltà distanti; che trasmette messaggi, che comunica, che ha una vita e una memoria…
L’acqua, specchio di Venere.

Acqua come mezzo per incontrarmi-incontrarsi. Come un innovativo facilitatore, acceleratore e propagatore dell’informazione, generatore di reti, mezzo di comunicazione e di unione nel metodo psicodrammatico.

L’incontro con l’acqua risulta essere un momento unico e piacevole dove le sensazioni fisiche e psichiche si integrano in un percorso emozionale, sensoriale e fisico. Corpo e mente in uno stato di leggerezza piacevole e di percezione-apertura.
Tutto avviene in uno stato di profondo ma partecipe rilassamento favorendo l’emergere di sensazioni, di emozioni.


Rispettando le tre fasi del processo psicodrammatico, dove abbiamo uno spazio fisico (l’acqua) in movimento, un tempo modificato, una gravità modificata, otteniamo una sintesi dell’atomo psicosomatico. 
Stimoliamo la rievocazione della “danza delle molecole nel brodo primordiale”, allorché fu chiaro che “la vita non prese il sopravvento sul globo con la lotta, ma istituendo interrelazioni”. Privilegiando, nel medium acqua, le percezioni di carattere tattile rispetto a quelle visuali ed auditive, limitiamo il flusso delle informazioni ricevute, consentendo una maggiore focalizzazione sulle emozioni più profonde, sugli affetti e le sensazioni più intime. Proponiamo, in un elemento che ci avvolge ed unisce e ci trasmette informazioni tattili, la possibilità di associarsi, di stabilire legami, di vivere uno dentro l’altro, di cooperare. 

Ricreiamo, mediante lo psicodramma in uno spazio protetto, un ecosistema caratterizzato da interdipendenza, flusso ciclico ed interscambio delle risorse; capace di essere flessibile nella diversità, nella sua dimensione di rete in perenne fluttuazione. Otteniamo l’indifferenziazione tra individuo-acqua-gruppo, mediante la creazione di un sistema interdipendente, simbiotico, fluido (“tutto scorre”, Eraclito), in cui si supera la dicotomia forma/sostanza attraverso il processo psicodrammatico. 

Tale pratica consente di acquisire la capacità all’abbandono, al superamento dei propri confini a favore dell’unione. Consente di espandere la coscienza di sé e di entrare in comunicazione con il proprio corpo inconscio e con l’altrui in modo fluido. Incontrarsi. 


- Psicodramma “a più voci” 

Questo evento è nato nel 1999 presso la Cooperativa "Il Germoglio" di Iseo (Brescia), da un’idea di Monica Zuretti, accolta e condivisa da Paola De Leonardis, Maurizio Gasseau, Luigi Dotti, Clelia Marini. 
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Tale idea, in questi otto anni, si è consolidata ed espansa a tal punto che negli ultimi due si è pensato di realizzarla simultaneamente in altre città come Palermo, Roma, Buenos Aires e Lucca: in quest’ultima città, lo scorso anno, hanno partecipato circa ottanta persone.

"Psicodramma a più voci" vuol favorire il riconoscimento delle diversità e l'incontro/confronto tra psicodrammatisti, che utilizzano modalità e riferimenti teorici diversificati (psicodramma classico, analitico individuativo, junghiano, playback theatre, ecc.). Per consentire una comprensione del metodo psicodrammatico nei diversi contesti, sono previsti spazi di lavoro in piccolo e grande gruppo.
“Psicodramma a più voci” è autogestito e aperto agli psicodrammatisti e a tutte le persone interessate a conoscere lo psicodramma. 
Per sapere di più (incluse informazioni logistiche)... www.psicosociodramma.it (cliccare su “Livorno”).



 
ASSOCIAZIONE INCONTRO - Centro di Sociopsicodramma Zerka T.Moreno
Membro FEPTO (Federation of European Psychodrama Training Organisations)
Sede: Via Corsica, 63 – 57127 Livorno Tel. +39 0586 516941 fax +39 0586 260381
cell. +39 339 6497050 e-mail ass-incontro@tiscali.it